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Riflessione di Vincenzo Popia sulle speranze tradite del turismo lucano

Lettera inviata al Presidente della Regione e Giunta.

Dopo anni di attese e di fiduciose aspettative riposte in quanto avrebbe potuto e dovuto realizzare per la nostra Regione la classe politica dirigente, la Basilicata continua ad essere assente dai progetti importanti che potrebbero determinarne il riscatto e la rinascita. Noi imprenditori della Regione, ciascuno nel proprio campo d’attività, incoraggiati da tante vane promesse, ci siamo attivati impegnando forze fisiche e capitali per favorire lo sviluppo, il recupero e la riqualifica del nostro territorio. Personalmente io e la mia famiglia negli anni in cui era maggiore, in tutta Italia, l’attenzione per il recupero dei centri storici, abbiamo investito risorse e speranze nella realizzazione del complesso turistico-alberghiero Il Palazzo dei Poeti e nella ristrutturazione di gran parte del borgo Rabatana, antico centro storico della città di Tursi.

Il nostro interesse nasceva dall’attaccamento alle nostre origini e dall’amore per la nostra terra, ma era sopratutto incoraggiato dai risultati positivi emersi dalle analisi economiche dei business-plan elaborati sulla base dei piani di sviluppo economico-finanziario contenuti in tanti programmi e progetti politici, sia Regionali sia Nazionali. Questi prevedevano, difatti, la realizzazione di infrastrutture, quali la Pista “E. Mattei” nel territorio di Pisticci e il collegamento mediano “Murgia-Matera-Pisticci-Pollino”, entrambi fondamentali e complementari per la crescita economico-turistica del territorio lucano. Matera, già dal 1993 patrimonio dell’Unesco, ha incoraggiato i Lucani a mettere tutto in gioco convinti che la riscoperta della Città dei Sassi avrebbe consentito la rinascita economica di tante realtà, Matera in primis e tutti gli altri borghi piccoli e grandi scrigni di tesori architettonici, artistici e culturali rappresentativi della magnificenza della Basilicata.

La designazione di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019, avvenuta nel 2014, avrebbe dovuto determinare un coordinamento tra i livelli istituzionali comunali, regionali e nazionale per una gestione dell’evento mirato alla crescita ed allo sviluppo di Matera e della Basilicata tutta. I risultati finora raggiunti sono invece la conseguenza di tale mancata condivisione e la piena denuncia del ritardo nella programmazione e nella realizzazione delle infrastrutture e dei servizi all’altezza di Matera Capitale della Cultura, vanificando cosi un’occasione unica ed irripetibile. Con il passare degli anni, anche il nostro entusiasmo e la nostra fiducia sono andati scemando non supportati da un identico atteggiamento ed un uguale impegno da parte degli Enti preposti allo sviluppo del territorio. Ancora oggi, dopo circa un ventennio, nulla di quanto progettato è stato realizzato e conseguentemente sono state enormi le limitazioni del flusso turistico nelle zone interne e costiere della Regione.

Il progetto della Pista “E. Mattei” è stato da tempo all’attenzione per una possibile riconversione in avio-superficie da porre a servizio delle zone interne e della fascia costiera Jonica in risposta alla consistente domanda di trasporto aereo rappresentata dagli insediamenti turistici. Ma oggi, a distanza di decenni, ancora si attende che si prendano decisioni in merito alla sua realizzazione. Il collegamento mediano “Murgia-Matera-Pisticci-Pollino” avviato nel 2008 e che ha visto esclusivamente l’ultimazione della prima tratta Gioia del Colle – Matera, in occasione della riscoperta turistica della Città dei Sassi, lascia irrealizzati i lavori delle tratte “Matera-Pisticci-Tursi -Valsinni” e trascurata l’ordinaria manutenzione delle principali arterie interne rendendole di difficile viabilità e riducendole a pericolose mulattiere.

Crollano così le speranze di noi imprenditori lucani e mentre vediamo potenziate enormemente le prospettive future dei pugliesi notevolmente favoriti dalla nuova viabilità, ci chiediamo: La Basilicata è ancora una Regione dell’Italia o come la storia insegna è ancora il fanalino di coda o per meglio dire una “inesistente realtà” del nostro stivale? Matera è ancora la seconda provincia della Basilicata? O dopo la realizzazione della tratta Gioia del Colle-Matera è da considerare la settima provincia Pugliese? La risposta è evidente, considerato che ne hanno tratto vantaggi enormi i tanti centri della Puglia cui la confinante Basilicata continua a fare da Cenerentola dimenticata dalle precedenti Istituzioni Politiche.

E’ noto a tutti quale è stato il loro modus operandi caratterizzato da totale disinteresse e menefreghismo per il bene comune, ma indirizzato solo ed esclusivamente agli interessi personali e di Partito. Rivolgo, pertanto, alle Autorità Regionali il mio personale appello: un grido a scuotere le coscienze ed un invito a volgere lo sguardo e l’attenzione alle esigenze reali dei Lucani abitanti di una terra che tutto dà: petrolio, metano, acqua, senza nulla ricevere in cambio. Anche quello che hanno lasciato intravedere ( Pista “Mattei” e collegamento Murgia-Pollino ) è diventato solo un lontano miraggio. Chiedo alla nuova classe dirigente regionale Lucana di guardare allo sviluppo territoriale nella sua interezza e di attivarsi con progettualità adeguate a preservare da “morte certa” il suo territorio ed i suoi protagonisti da troppo tempo dimenticati e vessati da politiche sfavorevoli e da politici “disinteressati”. Spero che questo appello venga accolto dal nuovo Governo Regionale al quale sono accomunato da tradizione ed orientamenti politici ed al quale mi auguro di poter offrire un mio concreto contributo politico. Questa mia, che è anche quella di tanti, non resti solo una “voce nel deserto”.

Tursi 06.07.2019

Vincenzo POPIA

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