Archivio della categoria: Ambiente

Richiesta di intervento strutturale sulla condotta fognaria

A seguito delle numerose segnalazioni orali e scritte da parte di cittadini ed istituzioni rivolte all’Acquedotto Lucano Spa questo è intervenuto con riparazioni delle rotture senza alcun impegno a sostituire nella loro interezza i tratti di condotta fognaria particolarmente logori e datati. Infatti, numerose perdite fognarie, alcune delle quali particolarmente copiose, una di queste verificatasi recentemente e durata alcuni giorni, sfociano nell’alveo del torrente Pescogrosso a valle dell’edificio del Municipio di Tursi. Si rammenta la presenza di una condotta fognaria inutilizzata sulla destra idraulica del torrente Pescogrosso che ha il suo inizio proprio sotto l’edificio del Municipio di Tursi i cui lavori sono stati ultimati e pagati nel 2007-2008 ma, come risulta dalla perizia del CTU, soltanto l’8% (otto%) della condotta è stata realizzata a regola d’arte, essendo priva delle giuste pendenze per funzionare. Continua a leggere

Rifiuti – Quanto ci costa il pressappochismo – Parte 5

I rifiuti differenziati portati al centro di Ferrandina nei primi tre mesi del 2019 hanno dato un ricavo di 613 euro. Però poi i rifiuti sono stati meglio selezionati dall’impianto e sono risultati 3.860 € di spese per lo smaltimento dello scarto non differenziato bene. Quindi, riassumendo, il Comune deve pagare per lo smaltimento dei rifiuti differenziati più di 3 mila euro. Questa raccolta differenziata conviene? Se andiamo avanti così, il Comune si salverà grazie alla gestione dei rifiuti! Avanti tutta con la distruzione di ricchezza. Invece di educare i cittadini ad una migliore raccolta differenziata, con incentivi a chi fa bene la raccolta differenziata, perdiamo decine di migliaia di euro ogni anno per smaltire rifiuti differenziati che avrebbero dovuto produrre guadagni. Continua a leggere

Rifiuti – Quanto ci costa il pressappochismo – Parte 4

Da alcuni mesi presso l’ecopunto deputato ad accogliere i rifiuti diversi dall’umido, plastica, carta, vetro ed indifferenziato non vengono più accettati i rifiuti ingombranti come materassi, arredo, mobili, elettrodomestici, ecc. Non viene data alcuna motivazione dagli addetti della ditta che ha vinto un bando che costa ai tursitani la bellezza di 800 mila euro all’anno. La domanda sorge spontanea: perché non è possibile depositare i rifiuti ingombranti presso il centro adibito da contratto a farlo? Forse perché non ci sono le autorizzazioni del caso? E se le autorizzazioni non ci sono come è possibile che chi non le possiede ha svolto nei mesi precedenti il servizio, oggi divenuto disservizio? Di fronte a questa inadempienza contrattuale, gli uffici comunali come si comportano? Continua a leggere

Rifiuti – Quanto ci costa il pressappochismo – Parte 3

Ma dove vanno a finire i nostri rifiuti? Se fino all’altro giorno si portava tutto in discarica (e al centro di trasferenza di Tito), quando la Regione Puglia ce lo consente, portiamo i nostri rifiuti organici al centro di compostaggio di Mottola. Ma non portiamo solo i rifiuti organici. No. Portiamo anche i soldi per poterli smaltire.Nel mese di luglio sono stati spesi 13 mila euro dal Comune di Tursi per smaltire la sezione organica dei rifiuti solidi urbani. Di questo passo non c’è alcuna convenienza a fare la raccolta differenziata. Infatti, contabilizzati negli ultimi anni soltanto qualche migliaio di euro per la vendita del materiale differenziato. E si tratta di centinaia di tonnellate che i cittadini di Tursi differenziano, ma senza alcun beneficio. Perché poi nei bandi il profitto della vendita non va al Comune ma alla ditta che gestisce il servizio? E poi che ci vorrebbe a modificare le bolle di carico e scarico e a non tenere in ordine i registri? Continua a leggere

Rifiuti – Quanto ci costa il pressappochismo – Parte 2

Dopo aver analizzato un esempio soltanto di come questa gestione stia danneggiando tutte le famiglie, portiamo alla vostra attenzione un altro esempio. Le utenze non domestiche non verranno fornite, per ora, dei bidoni. Quindi negozi, uffici e tanti altri come esporranno i rifiuti sulla pubblica strada? Nei bustoni senza secchio, come prima. E non è un disservizio? E non c’è premialità per le attività commerciali se fanno la raccolta differenziata dei rifiuti perché non c’è tracciabilità con i codici a barra? E allora che la fanno a fare? Ad ingrassare qualcuno? Non è un disservizio vedere lungo le strade del nostro centro abitato i secchi delle famiglie e i bustoni delle altre attività economiche non domestiche? E poi, con la presenza dei bustoni delle attività non domestiche è possibile anche favorire l’evasione fiscale perché chi non ha potuto prendere il bidone perché evasore, potrà lasciare la propria busta vicino a qualche negozio o a qualche ufficio e vedersela ritirata. Continua a leggere

8 mila euro per poche vecchie fototrappole

Entusiasmante è stato il lancio dell’iniziativa dell’amministrazione comunale per l’istallazione di fototrappole al fine di porre un freno al dilagante inquinamento delle strade di campagna ad opera di delinquenti, spesso residenti abusivamente a Tursi. Un’azione importante, se non fosse che con gli stessi soldi si poteva realizzare molto di più. Infatti, sono stati spesi 8.000 euro per pochi apparecchi antiquati che non inviano le foto ad una centrale operativa. Le memorizzano su una scheda. Ogni settimana, qualche addetto deve andare a prendere la scheda dati e trasferire le foto su un PC e poi dare il via all’attività di accertamento. Quindi, come sottolineato da MuoviAmo Tursi in consiglio comunale, la probabilità di subire furti o atti vandalici è altissima se si considera che il malintenzionato può indisturbato manometterle. Comuni a noi limitrofi hanno attivato iniziative simili, ma con tecnologie così avanzate da rendere invisibili gli apparecchi fotografici e migliorare la risoluzione delle foto per un accertamento il più preciso possibile. Continua a leggere

Delibera 27 del 30-10-2018 – Regolamento adozione spazi verdi

Durante il Consiglio comunale del 30/10/2018 venne approvata all’unanimità la delibera n. 27 del seguente punto all’ordine del giorno: «Proposta di deliberazione riguardante: Regolamento per l’adozione degli spazi verdi e per la donazione di elementi di arredo da parte di soggetti privati». Il consigliere comunale di MuoviAmo Tursi, Antonio Di Matteo, esprime voto favorevole dichiarando quanto segue: “I gruppi consiliari di opposizione hanno collaborato fattivamente alla stesura del presente regolamento che rappresenta l’inizio di un nuovo modo di concepire la gestione delle aree comunali con la consapevolezza che questo strumento regolamentare possa rappresentare un’occasione di sviluppo delle attività economiche del territorio oltre che un miglioramento della qualità di vita del nostro Comune. Ora tocca ai privati cittadini e alle imprese partecipare numerosi a questa lodevole iniziativa, esprimo voto favorevole”. Continua a leggere

Delibera 3 del 27-03-2018

Durante il Consiglio comunale del 27/03/2018 venne approvata dalla maggioranza la delibera n. 3 del seguente punto all’ordine del giorno: «Approvazione piano economico e finanziario e tariffe per l’applicazione dell’imposta unica comunale (I.U.C.) componente Tari – Anno 2018 – Bilancio di previsione 2018/2020. Provvedimenti». Il consigliere comunale di MuoviAmo Tursi, Antonio Di Matteo, mise la seguente dichiarazione a verbale: “Voto contro perché gli aumenti riguardano poche categorie di famiglie o attività commerciali ed economiche, che sopporteranno tutto l’importo, ma che meritavano trattamenti ad hoc. Infine risulta incoerente la dichiarazione di costo del personale per la raccolta dei rifiuti indifferenziata e per la raccolta differenziata di pari importo, nonostante il numero di giorni di raccolta sia differente. Segnala che nella delibera è indicata come scadenza della 1^ rata il 15 maggio 2018 e non il 30 aprile 2018. Si chiedono provvedimenti incisivi per la lotta all’evasione fiscale, visto che da alcuni anni il gettito fiscale TARI è considerevolmente inferiore alla spesa dichiarata e che quindi il costo del servizio non risulterebbe interamente a carico degli utenti ma su altre fonti di entrata.” Continua a leggere